Discussa al Pirellone l’interrogazione della Lega Nord sui centri profughi a Monza e Brianza Romeo: “Differenti carenze rilevate dall’ASL, dalla mancanza di pulizia al numero insufficiente di impianti sanitari”

romeo_maxMilano, 8 settembre - E’ stata discussa oggi in Consiglio Regionale l’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Massimiliano Romeo, e riguardante i cosiddetti “hub” di accoglienza dei richiedenti asilo allestiti nella provincia di Monza e Brianza. “Mi ritengo soddisfatto della risposta data in aula dall’Assessore Bordonali –  afferma Romeo – in quanto non solo la Giunta Regionale ha dichiarato di condividere le nostre preoccupazioni ma è evidente la volontà comune di far rispettare le regole. Dall’assessore abbiamo appreso quali siano i numeri attuali delle presenze negli “hub” brianzoli: 76 ospiti a Limbiate, 22 a Carate Brianza, 65 a Monza e ben 151 ad Agrate Brianza. Inoltre la relazione dell’ASL, che è stata messa agli atti del Consiglio, ha evidenziato alcune carenze sia regolamentari che igieniche nei centri di accoglienza. Le criticità maggiori sono state rilevate a Limbiate, dove gli impianti sanitari non risultano in numero sufficiente rispetto a quanto prevede il Regolamento Locale d’Igiene. Non sono poi state esibite le dichiarazioni di conformità dell’impianto elettrico e termico.” “Per quanto riguarda Monza – prosegue Romeo – l’ASL ha segnalato uno scarso grado di pulizia della pavimentazione delle tende da campo e anche in questo caso non sono state esibite le dichiarazioni di conformità degli impianti. Ad Agrate si è invece rilevata la presenza di cavi non opportunamente canalizzati collegati ai ventilatori che vengono utilizzati all’interno della struttura.  Per tutti i centri l’istruttoria dell’ASL è ancora in corso e dovrà essere completata con la valutazione delle planimetrie per verificare la corrispondenza fra il numero dei posti letto con il numero minimo di metri quadri richiesto dal Regolamento Regionale 2/2011.”  “Sono convinto  - conclude Romeo - che le regole debbano valere per tutti e non solo per il comune cittadino. I centri di accoglienza che, al termine dell’istruttoria dell’ASL,  non risulteranno in possesso dei requisiti igienico-sanitari previsti,  dovranno semplicemente chiudere.”

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