ON. GRIMOLDI – LIBIA. LA TURCHIA SI PREPARA A PRENDERSI IL MEDITERRANEO. ITALIA E’ QUELLA CHE RISCHIA DI PIU’ EPPURE RESTA IMMOBILE A GUARDARE

7 GEN – L’Italia sta giocando con il fuoco restando a guardare l’evolversi della crisi libica e l’imminente svolta con l’azione militare turca. L’Italia, per l’ovvia vicinanza, è quella che rischia di più sotto il profilo della sicurezza, del terrorismo e di una nuova impennata di flussi migratori. E rischia, e tanto, anche sotto il profilo energetico e dunque economico. Per cui dovrebbe essere l’Italia a prendere un’iniziativa in ambito europeo a coordinarla. Soprattutto di fronte al sempre più concreto pericolo di una ‘ottomanizzazione’ del Mediterrano dal parte del sultano Erdogan che dopo aver violato la sovranità di Cipro e aver invaso il nord della Siria ora vuole prendersi la Libia e le sue ricchezze petrolifere per diventare il dominus del Mediterraneo. Oggi con il Governo Conte-Di Maio siamo ridimensionati ad una piccola Italietta che non conta nulla nel palcoscenico internazionale, ma l’Italia resta uno degli Stati fondatori della UE, è il terzo contribuente economico della UE, è ancora una delle potenze del G8. Cosa aspettiamo a farci sentire? O vogliamo svegliarci solo quando vedremo le bandiere rosse con la mezzaluna sventolare dall’altra parte del Mediterraneo?

Lo dichiara l’on. Paolo Grimoldi, deputato della Lega, componente della Commissione Esteri della Camera e presidente della delegazione italiana all'Osce.

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