Lombardia, motociclismo e trial in montagna Andrea Monti (Lega): “Non si criminalizzino i motociclisti, occorre piuttosto un regolamento chiaro”

Milano, 23 luglio. In riferimento alle notizie di stampa sulle pratiche di motociclismo in montagna e nei boschi della Lombardia è intervenuto il vice Capogruppo e vice Presidente della Commissione Territorio e Infrastrutture del Pirellone, Andrea Monti. “Personalmente – spiega l’esponente leghista – credo che, come in tutte le cose, occorra valutare la situazione solo con il buon senso, senza visioni ideologizzate, né da una parte né dall’altra. Detto questo io sono dell’idea che occorra garantire la possibilità agli sportivi di andare in moto in montagna e nei boschi, a certe condizioni, soprattutto per quanto riguarda il trial, specialità di motociclismo sportivo che nella nostra Regione vanta una tradizione di tutto rispetto. Questo, naturalmente, non significa che i motociclisti debbano e possano fare tutto quello che gli salta per la testa, andando ovunque, in barba alle regole ma soprattutto all’ecosistema. Serve piuttosto una regolamentazione che sia realmente chiara, che preveda in caso di pratiche illecite le giuste sanzioni, ma che sappia anche garantire la possibilità agli sportivi di praticare la loro passione in sicurezza, senza doversi sentire necessariamente criminali, cosa che non sono. Questo perché, ed è bene ribadirlo con forza, le guerre ideologiche e certi divieti, più che risolvere i problemi, hanno prodotto proprio le situazioni di illegalità diffusa che in certi casi hanno avuto realmente effetti molto negativi sull’ambiente – conclude Andrea Monti – in particolare della montagna.”

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