Call center. Ciocca, Lega: molti operatori non rispettano la legge

12 maggio - Da frequenti telefonate a svariati operatori, ci risulta che molti di questi non informano il cliente circa il Paese dal quale rispondono: in molti casi si tratta di grandi multinazionali che, spesso, ricevono o hanno ricevuto finanziamenti europei”.

Lo ha denunciato l’Europarlamentare della Lega Nord Angelo Ciocca che ha chiesto alla Commissione europea di fare chiarezza sul tema.

“In Italia - dichiara Ciocca - le nuove regole ed adempimenti del 2017, obbligano le imprese che spostano le attività fuori dalla Unione Europea, a comunicarlo al ministero del Lavoro, al Ministero dello Sviluppo Economico e al Garante della Privacy”.

“In particolare - prosegue -  le Società di call center, sono tenute a comunicare al Mise e al cliente, il Paese da cui l’operatore telefonico risponde fisicamente; per ogni giornata di violazione è prevista una multa di 50 mila euro”.

“Inoltre - precisa Ciocca - la risoluzione del Parlamento europeo sulle delocalizzazioni, chiedeva alla Commissione di non sostenere finanziariamente pratiche di delocalizzazione con soppressioni di posti di lavoro ed impegnava Commissione e Stati membri, ad adottare provvedimenti atti a prevenire potenziali incidenze negative sullo sviluppo economico causate dalle delocalizzazioni”.  

“Per questo motivo - conclude - ho chiesto alla Commissione di fare luce su questa prassi e di dichiarare se esiste un controllo specifico sui call center con particolare attenzione alle aziende che percepiscono finanziamenti europei”.

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