Lombardia, abitazioni civili destinate ad ospitare migranti. Foroni: “Necessarie regole più restrittive per definire standard igienico-sanitari minimi”

Milano, 6 aprile. “E’ necessario che la Giunta regionale fornisca alle ATS lombarde delle linee guida più restrittive che regolino in modo chiaro gli standard igienico sanitari minimi per le abitazioni civili che vengono adibite a centri di accoglienza migranti”.

Così il consigliere regionale Pietro Foroni presenta la mozione di cui è primo firmatario: “In considerazione del fatto che non sono ritenuti applicabili gli standard di riferimento per le civili abitazioni circa il rapporto superficie/abitante, ad oggi le uniche indicazioni in materia sono contenute all’interno del “manuale operativo” redatto da Ministero dell’Interno e ANCI per la gestione dell’accoglienza e dell’integrazione per richiedenti asilo, ma di fatto viene lasciata ampia discrezionalità alle Prefetture.

Per superare questa situazione di incertezza che mette in imbarazzo le autorità preposte ai controlli, occorre dettare regole univoche e più stringenti per evitare che l’aspetto umanitario venga messo in secondo piano rispetto ai facili guadagni che i privati possono ottenere dando in locazione i propri immobili per l’accoglienza dei richiedenti asilo.  Quello che sempre più spesso accade, infatti, è che le ONLUS prendano in affitto immobili da privati cittadini per ospitare i migranti, a cui poi forniscono anche servizi di ristorazione, pulizia e vigilanza, effettuando di fatto una vera e propria attività ricettiva, senza però sottostare agli oneri fiscali e burocratici delle stesse.

Pertanto, a nostro parere, questo tipo di accoglienza andrebbe disciplinata dalla Legge Regionale sul turismo della Lombardia e non più trattata come semplice soggiorno presso una civile abitazione, anche in virtù del fatto che i contratti di locazione fra privati e ONLUS sono spesso stipulati al di fuori delle disciplina nazionale sugli affitti. La mozione chiede pertanto che la Giunta regionale si impegni a fornire alle ATS lombarde più rigide linee di indirizzo sugli standard igienico - sanitari per le abitazioni civili utilizzate per accogliere migranti, affinché questo tipo di attività di accoglienza, qualora venga effettuata in deroga alle norme igienico-sanitarie vigenti per le civili abitazioni e in deroga alla legge sugli affitti,  venga collocata all’interno della disciplina regionale sull’ospitalità non alberghiera e soggetta quindi a tutti gli oneri e i vincoli previsti dalla legge” . 

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